Lorenzo Pilat

 Nasce a Trieste, dove trascorre la sua gioventù. Dopo il diploma si trasferisce a Milano ed inizia la carriera di cantante vincendo nel 1964 la prima edizione del “Festivalbar”.
Il patron della manifestazione Vittorio Salvetti lo propone ad Adriano Celentano che lo inserisce nel suo Clan con cui rimane fino al 1970, incidendo sotto lo pseudonimo di Pilade Charlie Brown e Un po' di vino, canzoni che lo fanno conoscere al grande pubblico. Pur continuando a cantare in Italia e all'estero, intraprende anche la carriera di autore-compositore ottenendo il primo grande plauso a Sanremo con Nessuno mi può giudicare cantata da Gene Pitney, canzone che poi lancerà nell'olimpo della musica leggera italiana Caterina Caselli. Si impone così come autore delle più belle canzoni italiane che rendono famosi molti artisti come: Gigliola Cinquetti con La rosa nera e Alle porte del sole (che vince “Canzonissima 1973” e ottiene un grande successo in America col titolo di “To the door of the sun” interpretata da Al Martino); Orietta Berti con Non illuderti mai e Fin che la barca va (grandi hit in Italia e Germania); Gianni Nazzaro con Vino amaro e Quanto è bella lei (1° posto a "Un disco per l'estate 1972").
Nell'edizione 1969 del “Festival di Sanremo”, Lorenzo Pilat si presenta come autore con il brano Alla fine della strada che viene portato al successo mondiale dal cantante Tom Jones, adattata in inglese col titolo “Love me tonight”, a tutt'oggi uno dei brani più venduti oltreoceano.
Lorenzo Pilat ha partecipato al “Festival di Sanremo” quindici volte come autore e tre volte come cantante: la prima volta nel 1966 cantando in coppia con Adriano Celentano Il ragazzo della Via Gluck, la seconda volta nel 1968 con Il Re d'Inghilterra in coppia con Nino Ferrer e nel 1975 con Madonna d'amore, che vince il premio della critica giornalistica come miglior testo.

 

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